La nascita della torre: Viarigi nel XIV secolo
Per capire la Torre dei Segnali, bisogna tornare agli anni turbolenti del primo Trecento, quando il Monferrato era un teatro di scontri continui tra le grandi potenze dell’Italia settentrionale. Il borgo di Viarigi, attestato storicamente fin dal 1041 (quando l’imperatore Enrico III ne confermava la corte al Vescovo di Asti), si trovava in una posizione geografica strategica e delicata: sul confine tra il territorio astigiano e quello alessandrino, in una zona contesa tra il Marchesato del Monferrato e il Comune di Alessandria.
La tensione esplose nel 1316, quando gli alessandrini invasero Viarigi e distrussero l’antico castello che sorgeva sulla sommità della collina. Fu un episodio di violenza che lasciò il borgo senza la sua principale struttura difensiva. La situazione si normalizzò nel 1320, quando il territorio di Viarigi venne restituito al Marchese Teodoro I di Monferrato da Matteo Visconti, signore di Milano, nel quadro di accordi diplomatici più ampi. Fu in quel periodo che, sulle rovine dell’antico castello distrutto, venne eretta la Torre dei Segnali: non una fortezza residenziale come il castello che l’aveva preceduta, ma una struttura militare specializzata, pensata per la difesa e la comunicazione a distanza.
Viarigi si trovava così a ricoprire un ruolo fondamentale come avamposto di frontiera del Marchesato del Monferrato, e la Torre ne era la sentinella più visibile.
Come funzionava il sistema dei segnali
Il nome “Torre dei Segnali” non è casuale: rivela con precisione la funzione primaria di questa struttura nel sistema difensivo medievale del Monferrato. La torre faceva parte di una rete di avvistamento e comunicazione che comprendeva altri punti elevati del territorio circostante: Montemagno, San Salvatore Monferrato, e, in direzione nord, Grana, Casorzo, Grazzano, Moncalvo e Rinco; verso sud, Vignale, Carnagna, Lu.
Il sistema funzionava attraverso segnali visivi, principalmente fuochi notturni e fumate diurne. Quando sentinelle posizionate nella parte alta della torre avvistavano movimenti sospetti — truppe nemiche, banditi, incendi — accendevano fuochi o producevano fumate secondo un codice prestabilito. I segnali venivano visti dalle torri vicine e ritrasmessi a catena, permettendo in tempi brevissimi di allertare un territorio molto ampio. Con il vicino castello di Montemagno, in particolare, si comunicava anche attraverso giochi di specchi che riflettevano la luce del sole.
In caso di pericolo, il segnale permetteva ai contadini dei campi circostanti di rifugiarsi in tempo nelle mura del castello di Montemagno o dietro le difese murarie di Viarigi stessa, la cui cinta è ancora parzialmente visibile nel borgo. Era un sistema di allerta precoce efficace, che sfruttava la morfologia collinare del Monferrato — con le sue alte creste panoramiche — come infrastruttura di comunicazione.
Sette secoli di storia: i proprietari della torre
Nei sette secoli successivi alla sua costruzione, la Torre dei Segnali attraversò vicende storiche straordinarie, riflesso delle trasformazioni politiche del territorio. Originariamente legata al feudo viarigino dei Marchesi del Monferrato, la torre passò nel 1431 ad Alberto di Solero, nobile del Marchesato. Con il trattato di Vienna del 1703, Viarigi — insieme a tutto il Monferrato — passò definitivamente sotto la Casa Savoia, pur rimanendo il feudo nelle mani dell’ultimo feudatario locale.
Con la Rivoluzione Francese e la successiva occupazione napoleonica, i feudi furono soppressi e i nobili locali — i Conti Biglione, che detenevano la torre dal 1772 — furono costretti a cedere le loro proprietà. La torre passò alla famiglia ebraica Sacerdote Vita, commerciante di Casale Monferrato, testimonianza dell’importante presenza ebraica nel territorio casalese.
A metà Ottocento, la torre e l’area circostante passarono alla famiglia Ferraris di Viarigi, che la mantenne fino al 1939. Poi, a seguito di pubblico incanto, fu acquistata dal Cavalier Aldo Todini. Ma il capitolo più bello della storia della torre è quello più recente: nel 1998 un benefattore milanese, l’ingegner Pietro Bellettato, la acquistò per farne dono al Comune di Viarigi. Un gesto di generosità che restituì alla comunità il suo simbolo più antico. La Torre era già stata dichiarata edificio monumentale nel 1908 e sottoposta a vincolo dalla legge del 1939.
Architettura e caratteristiche della torre
Dal punto di vista architettonico, la Torre dei Segnali è un esempio prezioso di architettura militare medievale, anche se la sua forma attuale è il frutto di stratificazioni di interventi nel corso dei secoli. La struttura è a pianta quadrata con un lato di circa 5,80 metri per lato, si innalza per un’altezza complessiva di circa 25 metri ed è suddivisa in cinque piani. Le finestre sono monofore — strette aperture ad arco che servivano per l’osservazione senza esporre le sentinelle al fuoco nemico.
La sommità è caratterizzata da una merlatura ghibellina “a coda di rondine”: i merli biforcati che erano simbolo di fedeltà all’Impero (al contrario dei merli guelfi, quadrati, simbolo di fedeltà al Papa). Questa merlatura è uno degli elementi estetici più caratteristici della torre e uno degli elementi che ne hanno permesso la datazione medievale. Poco sotto la merlatura, quattro cornici ad archetti pensili — un motivo decorativo tipico dell’architettura medievale lombardo-piemontese — percorrono i quattro lati.
Il rivestimento attuale in laterizi risale alla metà del XIX secolo: in quel periodo si decise di ricoprire i quattro lati della torre con mattoni nuovi per risanare la muratura originale, che mostrava segni evidenti di deterioramento. L’interno è stato oggetto di diversi interventi: nel 1967 le scale interne in legno consumate dal tempo furono sostituite con scale in acciaio, un intervento che — purtroppo — lasciò la torre priva di custodia e aprì la strada ad atti vandalici negli anni Settanta e Ottanta.
Il poeta Agostino della Sala Spada, nato a Calliano nel 1842, cantò la torre nei suoi versi definendola “quadra torre, sovra l’arduo colle” — una delle più belle testimonianze letterarie del fascino esercitato da questo monumento sui suoi contemporanei.
Come visitare la Torre dei Segnali
La Torre dei Segnali è visitabile al pubblico in determinate occasioni. La rassegna Castelli Aperti, che ogni anno propone un percorso tra le dimore storiche del Sud Piemonte, include la Torre di Viarigi tra le sue mete: l’ultima domenica di ogni mese (da aprile a ottobre) è possibile salire la torre, accompagnati da una guida, e godere del panorama mozzafiato sulle colline del Monferrato, sulla pianura alessandrina e — nelle giornate più limpide — sulle cime delle Alpi. La visita è ad offerta libera. Sono previste aperture speciali in occasione di eventi come “Rosso di Rose” a maggio e “Saltinpiazza” ad agosto, il festival dell’arte di strada che ogni anno anima Viarigi.
Per gruppi o per aperture fuori orario è possibile prenotare contattando il Comune di Viarigi. La scala interna in acciaio permette di accedere ai piani superiori, ma è necessaria una certa agilità fisica. La vista dalla sommità — con il borgo di Viarigi ai propri piedi, le colline dei vigneti di Ruché e Barbera tutt’intorno, e il profilo delle Alpi all’orizzonte — ripaga abbondantemente la fatica.
Soggiornando a Casa Amalia, ci si trova letteralmente sotto la torre: da alcune finestre dell’appartamento e dalla terrazza panoramica è possibile scorgerla senza nemmeno uscire di casa. È un privilegio raro, che permette di vivere il borgo nella sua dimensione più autentica, svegliarsi la mattina con la torre medievale come panorama e sedersi la sera in terrazza sapendo di essere custoditi da sette secoli di storia.
Viarigi e la sua torre: un borgo da scoprire
Ma Viarigi non è solo la sua torre. Il borgo conserva molte altre testimonianze storiche che vale la pena esplorare durante una visita. L’antico Voltone, sotto la chiesa parrocchiale, è ciò che rimane della cortina muraria medievale che racchiudeva l’abitato. Le mura difensive sono ancora parzialmente visibili in diversi punti del centro storico.
La chiesa di Sant’Agata — patrona del paese — conserva sul sagrato la statua del Beato Don Luigi Variara, missionario salesiano in Sud America e appassionato musicista, nato a Viarigi nel 1875. La chiesa di San Silverio, di stile tardo barocco e oggi sconsacrata di proprietà comunale, è il luogo in cui nel 2019 è stata rappresentata per la prima volta la pièce teatrale dedicata all’eretico don Grignaschi — la straordinaria vicenda dell’Ottocento che ha dato il nome al vino Eretico 57.
Nel territorio comunale, raggiungibili a piedi attraverso brevi sentieri nel verde, si trovano anche la cappella di Sant’Antonio, la chiesetta di San Marziano e quella della Madonna delle Grazie. Viarigi, insomma, è un borgo da esplorare con lentezza, a piedi, con gli occhi aperti su ogni angolo. E Casa Amalia, nel cuore del borgo, è il punto di partenza perfetto per questa esplorazione.