Antipasti: il benvenuto a tavola
La tavola monferrina inizia con un ricco assortimento di antipasti che già da soli potrebbero costituire un pasto. Il vitello tonnato è forse il più celebre: fettine sottili di vitello cotto in bianco, coperte da una salsa di tonno, capperi e acciughe, servito freddo come antipasto estivo. La sua delicatezza inganna: è un piatto che richiede tecnica e ingredienti di qualità.
La bagna cauda è invece un piatto invernale per eccellenza, un rito collettivo da vivere in gruppo attorno al “fojòt”, il bracierino di terracotta che tiene calda la salsa di aglio e acciughe nell’olio. Ogni commensale vi intinge verdure crude o cotte — cardi, peperoni, barbabietole, cavolfiore — e la sera si trasforma in una lunga e conviviale cerimonia. L’insalata russa, i funghi in carpione, i peperoni in agrodolce completano il panorama degli antipasti tradizionali.
Primi piatti: la pasta fresca del Monferrato
I primi piatti del Monferrato sono il cuore della cucina locale. I tajarin (pronuncia: tajarin) sono tagliolini di pasta all’uovo — con fino a 40 tuorli per chilo di farina nei ricettari più tradizionali — sottilissimi e di colore intensamente giallo. Si condiscono con ragù di coniglio, di carne, burro e salvia, funghi porcini o, nel periodo autunnale, con lamelle di tartufo bianco.
Gli agnolotti del plin sono una gloria piemontese: piccoli ravioli ripieni di arrosto di carne (vitello, maiale, coniglio), pizzicati a mano uno ad uno dalla massaia. Si servono “al tovagliolo” — nel loro sugo di cottura — o conditi con burro fuso e salvia. Il risotto è un’altra istituzione: al Barbera, ai funghi porcini, al Ruché, al tartufo. La qualità del riso piemontese è eccellente e le ricette locali ne esaltano la cremosità.
Secondi, formaggi e dolci
I secondi piatti riflettono la cucina contadina: il bollito misto piemontese con le sue sette carni (vitello, manzo, lingua, cotechino, gallina, testina, coda) servito con salsa verde, cren e mostarda è un monumento della gastronomia italiana. La finanziera, preparata con le frattaglie del pollo e del vitello, è un piatto di recupero trasformato in specialità. Il coniglio in umido con olive e rosmarino è il secondo della domenica nelle case del Monferrato.
I formaggi sono parte fondamentale della cucina locale. Il castelmagno DOP, il raschera DOP, la toma piemontese DOP, il murazzano DOP — ogni zona ha il suo formaggio tipico. Il carrello dei formaggi in una buona trattoria monferrina è un’esperienza di per sé. Come dessert, il bunet (pudding di cioccolato e amaretti) è immancabile, insieme al panna cotta, ai canestrelli e alle paste di meliga.
Il cioccolato di Casale Monferrato
Un capitolo a parte merita il cioccolato di Casale Monferrato. Meno famoso del gianduiotto torinese ma altrettanto pregiato, il cioccolato casalese ha una tradizione secolare legata alle botteghe artigiane del centro storico. Il cioccolato bianco di Casale, in particolare, è una specialità locale riconosciuta: morbido, cremoso, con l’aggiunta di riso soffiato che gli conferisce una texture unica.
Le cioccolaterie storiche del centro di Casale Monferrato sono tappe obbligatorie per chiunque abbia un debole per il cacao. Praline, tavolette, cioccolatini ripieni, ganache — la qualità è altissima e i prezzi sorprendentemente accessibili. Comprare una scatola di cioccolatini casalesi come souvenir è quasi d’obbligo.